Fonderia Artistica

FUSIONE:

Termine che indica il procedimento artistico, utilizzato già nell’antichità classica, per la creazione di sculture in metallo. Il bronzo, lega di rame e stagno, è il metallo tradizionalmente più usato nella tecnica della fusione; quanto più è alta, nel bronzo, la percentuale di rame, tanto più esso mantiene malleabilità, caratteristica che permette una agevole operazione di ritocco a freddo. Il procedimento di fusione può essere effettuato seguendo due distinti sistemi, denominati rispettivamente “fusione a cera persa” e “fusione a staffa” (o “in sabbia”).

FUSIONE A CERA PERSA:

Nella fusione a cera persa, molto diffusa nell’antichità, il modello viene creato plasmando uno strato di cera su un’anima di argilla o di altro materiale resistente alle alte temperature. Sul modello viene poi applicato un calco, solitamente in gesso, fornito di un sistema di canali per il deflusso della cera e di sfiatatoi per la fuoriuscita dell’aria. Attraverso un procedimento di cottura, la cera fuoriesce lungo gli appositi canali e, al suo posto, viene gettato il bronzo fuso che, solidificato, assume la forma dello stampa in gesso. Quest’ultimo viene successivamente rotto e l’anima di argilla eliminata. La statua bronzea può, a questo punto, essere ritoccata e perfezionata a freddo.

FUSIONE A STAFFA:

La tecnica di fusione a staffa, anch’essa probabilmente utilizzata sin dall’antichità, registrò il culmine della propria fortuna nel corso dell’Ottocento, nell’ambito della produzione di carattere industriale. Il complesso procedimento permette un vantaggioso riutilizzo delle matrici e prevede la lavorazione separata delle differenti sezioni destinate a comporre l’oggetto finale. Il modello viene collocato in una “staffa”, o cassa, ricolma di sabbia e argilla, materiale umido che, compattandosi attorno al modello, dà origine a una forma, dalla quale è possibile ricavare un secondo modello. Quest’ultimo, dopo essere stato leggermente assottigliato e cotto, è inchiodato entro il modello originale e, nell’intercapedine vuota che rimane tra la superficie esterna dell’uno e quella interna dell’altro, si getta il metallo fuso.

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